14 Apr 2015

Castano, il Forrest Gump di Ponti

E’ uscito in libreria l’esordio narrativo dell’avvocato

14 Apr 2015

E’ uscito in libreria l’esordio narrativo dell’avvocato udinese. “I primi racconti li scrissi in collegio”

Messaggero Veneto – 12 aprile 2015

Uscito in libreria l’esordio narrativo di Luca Ponti, avvo­cato udinese, per i tipi di Ga­spari. S’intitola Il Ballo di Castano e non è certo un libro di cui si può dire “mi piace”, o “carino” o “bello”, i banali epireti, diretti alle letture e spesso ascoltati davanti ai banchi delle librerie. Ci spieghiamo. II ballo di Ca­stano none un’opera sempli­ce, non ha una struttura narra­tiva semplice, non ha un’unica direzione, facilmente compre­ sa. Ha però Castano, Castano Dittongo per la precisione, il mitico protagonista, che rende interessante l’ambizione di questo lavoro. E possiede una buona musica per entrarci dentro. Castano è un po’ Forrest Gump, un po’ filosofo autisti­co, comunque personaggio, e pure cinquecentesco alla Rabe­lais: un ingenuo (naif?) omone di 55 anni dentro la meraviglia di questo giardino incantato e sospeso che è la vita se la si guarda da un certo punto di vi­sta, quello di Luca Ponti auto­re. Castano, come il numero zero dei bisogni, quello che riporta il lettore al grado di ascol­ to infantile e gli apre Ia mente ai pensieri sulla vecchiaia.

– Innanzitutto Castano o Castano?
«Castano. Il gioco è aver cre­ato un nome imprendibile per­chè nemmeno io mi ci possa ri­conoscere. La sfida e entrare dentro quello che ognuno di noi vive e magari non dice».

– Genesi dell’opera?
«Quarant’anni di attenzione al mio Castano. I primi raccon­ti li scrissi in collegio a Firenze. L’editor e editore, Marco Ga­spari, ha poi scelto insieme a me quali pubblicare».

– La scaletta del capitoli è un’ascesa.Dove si arriva?
«La scelta e quella di volare in libertà. Dalla consapevolez­za di sé, si arriva alla distonia e alla fuga, per poi ascendere alla pazzia>>.
Castano Dittongo: un personaggio che ti entra in testa e non perché ti piaccia, a tratti forse ti fa tenerezza quando diventa poeta come nel racconto sulle gocce di pioggia, uno dei migliori; e così tu lo investighi con sospetto cercando di decifrare perchè sia così importante capirlo.

– Già, Luca Ponti: dobbiamo proprio capirlo tutto il suo Castano?
«In un racconto, quello chia­mato ‘pici, pici, piccoli passi’ un amico suggerisce che forse ho scritto ‘pici’ perchè essendo molto legato alla Toscana, desideravo inconsapevolmente riappropriarmi di una parola come ‘pici’ …la pasta toscana… per scivolare inconsapevolmente in ciò che mi piace».

La scrittura di Ponti è “un flusso di coscienza”, come recita il comunicato stampa, e noi scivoliamo volentieri den­tro una conversazione legata al colore di tutti i viaggi reali che Luca Ponti, turista solitario, ha intrapreso; fisiche facce regala­te all’interpretazione antropo­logica senza asserzione ma con la regola dei dubbi, come dalla sua scrittura liquida si comprende. Ci piace l’architet­tura fluida di questa lavoro. Il libro si struttura a racconti con rapporti spazio/tempo fram­mentati dalla memoria, dalla voce narrante che appare ogni tanto, in un rapporto cercato con il lettore; da un Castano – gigante buono – che si svela a poco a poco e diventa uno Ze­lig nostrano e in tutto il mondo, che concentra le paure di tutti, i bisogni di tutti, le attività fisiologiche di tutti. Un mondo dove la pazzia è la normalità e la scrittura una morbida musica e pure liquida. Luca Ponti fa l’entomologo dell’animale “uomo”, dentro le viscere dell’animale “società”, e riesce a rallentarti lo sguardo se ti occupi con at­tenzione del suo eroe contem­poraneo: il signor Castano Dit­tongo. La sua scrittura rende fisico l’immateriale e spiritualizza gli oggetti. E poi, cozze, zanzare, gocce di pioggia, in confiden­za. Un acme da gran film ame­ricana, attraverso il racconto che da il titolo al romanzo. Se si vuole fare entrare in questa sto­ ria il citazionismo lo si può fare ma, chi scrive, preferisce pen­sare che il lettore ci ritroverà ciò che ,più desidera, come la zampa dei sentimenti, l’onda epica della musica degli Ea­gles, il semplice svelamento di un’abitudine. Nascosto sta il saluto a una persona -imprevedibile- che non c’e più, che avrebbe balla­to volentieri “come” Castano. Il ballo di Castano, (200 pp, 14,40 euro) verrà presentato a Udine alla Librena Feltrinelli il 20 aprile alle 18 da Tommaso Cerno, direttore del Messaggero Veneto.

Articolo di Elena Commessatti

Scarica: Intervista – MESSAGGERO VENETO – domenica 12 aprile

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